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Estetica dentale ecco tutte le terapie disponibili

Estetica del sorriso pescara

La percezione di "sè" è fortemente legata al proprio aspetto estetico e come tale viene valutato in modo molto personale dai differenti  pazienti, ecco perchè le soluzioni per la modifica funzionale-estetica dei denti anteriori sono da sempre una sfida importante per l'Odontoiatra e l'Ortodontista.  (Mack MR. 1996). La colorazione non gradevole, la presenza di carie, fratture o di alterazioni congenite della forma, nonchè l'allineamento imperfetto rendono poco piacevole il sorriso. Le soluzioni proposte di volta in volta, pur rimanendo singolarmente valide, sono spesso molto costose, non sempre con effetti di lunga durata come per esempio le tecniche di sbiancamento dentale, oppure impegnano il paziente per lunghi periodi come le terapie ortodontiche finalizzate al riallineamento dentale.

 

Oggi esiste una metodica che affronta contemporaneamente tutte queste necessità  (ABB, Alignment, Bleaching, Bonding) nel gruppo frontale da canino a canino in una unica seduta operatoria e con costi contenuti. (Qureshi T. 2011)

La tecnica consiste nell'applicazione  sugli elementi dentali delle faccette in composito preformate e prelucidate  (dental laminates), prodotte in serie dall’industria con standard rigorosi di durezza ed impermeabilità, che vanno posizionate con un protocollo molto preciso.

Il loro utilizzo è previsto in situazioni come discromie (anomalie legate alla colorazione del dente, di difficile risoluzione mediante un semplice sbiancamento), fratture dei margini incisali, restauri estesi del gruppo frontale, malformazioni della struttura dello smalto (ipoplasie: Amit K.  2010), abrasioni da parafunzioni (bruxismo, serramento) o da sostanze chimiche (vomito da bulimia, bevande acide), e in tutte quelle situazioni in cui il paziente ha l'esigenza di risolvere una problematica legata al malposizionamento dei denti in arcata in tempi brevi; ci si riferisce ad esempio ad alterazioni della forma e della posizione dei denti, microdonzia, chiusura di diastemi, riabilitazione della guida anteriore nei casi di progenismo e prognatismo (A. F. Fon set al. , Med Oral patol Oral Cir Buccal 2006).

Cosa sono le faccette?
Sono sottili gusci (0,3 mm) di un materiale variabile, nel nostro caso di resine composite, che applicate sulla superficie di un dente appartenente al gruppo frontale superiore o inferiore, ne mascherano imperfezioni legate alla forma, al colore o alla posizione.

La relativa economicità dell'operazione è permessa proprio dalla produzione in serie che ha abbattuto drammaticamente i costi della singola faccetta rispetto a quelle in porcellana, le quali vanno costruite singolarmente dall'Odontotecnico sulle impronte dei denti eseguite con metodiche di precisione.
Inoltre le faccette cosiddette "indirette" in porcellana richiedono più sedute terapeutiche e spesso l'uso di "provvisori" applicati in attesa dell’approntamento dei manufatti definitivi: tutti questi passaggi, che incidono sui costi, non si adottano nelle faccette "preformate".

La personalizzazione dei colori e delle trasparenze è comunque possibile, agevolata dalla scelta di differenti tipi di faccette "preformate" e dalla scelta cromatica dei compositi di incollaggio che formano la basetta di supporto e che vengono selezionati direttamente "alla poltrona".

In realtà, infatti, non si tratta di un semplice incollaggio ma la scelta della posizione della faccetta rispetto al dente, con la possibilità di modificare gli spessori della base in composito, ci permette una buona libertà nel correggere i difetti di allineamento, posizionamento ed inclinazione del singolo elemento rispetto alla forma ideale di arcata.
Al punto che si può parlare di una sorta di "Ortodonzia Istantanea".

E' fondamentale, quindi, per ottenere una particolare gradevolezza di risultato, che vengano applicate le faccette su tutto il gruppo frontale nella stessa seduta per raggiungere la massima omogeneità estetica. L'applicazione non richiede, di norma, una perdita di sostanza dentale. (Strassler HE 2007)

 Quale è stato il percorso evolutivo in campo odontoiatrico riguardo l'utilizzo delle faccette?

Storicamente le faccette, chiamate "Laminates", nacquero alla fine degli anni ’30, per migliorare l’estetica dei divi hollywoodiani.
Le ideò il dott. Charles Pincus, che le applicava prima di ogni ripresa cinematografica con della polvere adesiva per dentiere, rimuovendole finito il set: infatti a quei tempi non era possibile ottenere alcun tipo di adesione permanente. (Pincus Cr. In "Building mouth personality", J South California Dental Assoc, 1938)

Sino a qualche anno fa le faccette erano delle semplici applicazioni di composito sulla faccia vestibolare degli elementi anteriori. Questa tecnica, strettamente operatore-dipendente, ha diversi limiti, legati al fatto che il composito applicato e polimerizzato in seguito risulta esser maggiormente poroso, quindi più facilmente va incontro a fenomeni di discromia. La rifinitura risulta esser di grado inferiore e, non meno importante, il risultato  estetico dell’elemento dentale è fortemente dipendente da quelli che sono i gusti e la vena artistica dell'operatore.

Successivamente si è passati all'utilizzo delle faccette in porcellana (ceramic laminate veneers), con risultati estetici sicuramente migliori. La preparazione dell' elemento però è alquanto invasiva, richiede infatti l'asportazione di tessuto dentale sia della superficie esterna, sia laterale, sia interna. Lo spessore della faccetta infatti occupa dai 0,4 ai 0,6 mm. Dato il materiale, la faccetta risulta esser piuttosto fragile, nonostante quelli che sono gli elevati costi. (Gresnigt et al.J Can Dent Assoc 2011).

Negli ultimi tempi, la maggiore innovazione dell'odontoiatria  si ricollega all’avvento delle faccette dirette in composito. Mentre le faccette in ceramica vengono definite indirette perché prevedono il rilevamento di impronte successivo alla preparazione del dente, e quindi la necessità dell'ausilio di un laboratorio odontotecnico che le elabori in un secondo tempo (con lo svantaggio relativo alla presenza di un secondo operatore, e quindi una probabilità di errore umano aumentata), queste nuove faccette vengono fornite preformate all'odontoiatra. La superficie dentale è maggiormente preservata, consentendo di effettuare una preparazione della sola superficie esterna, con un risultato assolutamente più conservativo. Lo spessore della faccetta è infatti ridotto (dagli 0.3 mm). La resistenza alla frattura si avvicina molto a quella della porcellana, ottenendo risultati simili a costi  decisamente inferiori (Ozcan M. et al, J Adhes Dent 2009)

Oggi l'adesione delle faccette preformate è eccellente, grazie anche alla affinità molecolare con i compositi della basetta che evita le difficoltà della cementazione delle faccette in porcellana. Questa caratteristica,  unitamente alle ottime "performance" meccaniche ed al basso grado di imbibizione e decolorazione, dovrebbe garantire una più che soddisfacente durata dell'estetica e della funzione del trattamento.

La tecnica, inoltre, permette al paziente di poter valutare se effettivamente il risultato finale sarà o meno di suo gradimento, grazie al così detto "mock-up", ovvero la simulazione dell’aspetto finale del sorriso. Si appoggiano infatti le faccette selezionate sulla superficie dei denti non ancora preparati, con interposizione di un sottile strato di resina composita che non viene polimerizzata e verrà rimossa. (Kovacs BO et al. Dent Update 2011)
In questa fase il paziente potrà quindi dare il suo contributo e suggerire le modifiche per una ulteriore personalizzazione del risultato finale del suo "nuovo sorriso".

Qual è la metodica di preparazione?

Valutazione delle esigenze estetiche e funzionali del paziente
Scelta del colore e della forma della faccetta
Mock-up
Isolamento del campo operatorio
Lucidatura della superficie dentaria
Mordenzatura (del dente e della superficie interna della faccetta)
Lavaggio e asciugatura di entrambe le superfici
Applicazione di resine composite su entrambe le superfici.
Posizionamento della faccetta sull'elemento
Rimozione di eccessi di composito prima della polimerizzazione
Polimerizzazione
Rifinitura dei margini

Ricapitolando, i benefici per il paziente sono svariati: una riabilitazione estetica di ottimo livello dopo una sola seduta, una rimozione mini invasiva della sostanza dentale sana, tempi di permanenza alla poltrona decisamente ridotti, soluzione personalizzata, superficie e margini dentali di alta qualità, ed infine è da considerare una tecnica molto più economica delle soluzioni indirette.

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